Possibilità

Preferisco il cinema.

Preferisco i gatti.

Preferisco le querce sul fiume Warta.

Preferisco Dickens a Dostoevskij.

Preferisco me che vuol bene alla gente, a me che ama l’umanità.

Preferisco avere sottomano ago e filo.

Preferisco il colore verde.

Preferisco non affermare che l’intelletto ha la colpa di tutto.

Preferisco le eccezioni.

Preferisco uscire prima.

Preferisco parlar d’altro coi medici.

Preferisco le vecchie illustrazioni a tratteggio.

Preferisco il ridicolo di scrivere poesie, al ridicolo di non scriverne.

Preferisco in amore gli anniversari non tondi, da festeggiare ogni giorno.

Preferisco i moralisti che non promettono nulla.

Preferisco una bontà avveduta a una credulona.

Preferisco la terra in borghese.

Preferisco i paesi conquistati a quelli conquistatori.

Preferisco avere delle riserve.

Preferisco l’inferno del caos all’inferno dell’ordine.

Preferisco le favole dei Grimm alle prime pagine.

Preferisco foglie senza fiori che fiori senza foglie.

Preferisco i cani con la coda non tagliata.

Preferisco gli occhi chiari perché li ho scuri.

Preferisco i cassetti.

Preferisco molte cose che qui non ho menzionato

a molte pure qui non menzionate.

Preferisco gli zeri alla rinfusa che non allineati in una cifra.

Preferisco il tempo degli insetti a quello siderale.

Preferisco toccar ferro.

Preferisco non chiedere per quanto ancora e quando.

Preferisco considerare persino la possibilità

che l’essere abbia una sua ragione.

la gioia di scrivere.jpgMeravigliosa poesia della poetessa e saggista polacca Wisława Szymborska premiata con il Nobel nel 1996 e con numerosi altri riconoscimenti.

L’ho scoperta nel 2012, anno della sua morte, le sue poesie sono semplici, vere e dirette, per questo mi hanno lasciato un segno che oggi ho voluto ricordare.

Dalle sue poesie traspare il gusto dell’ironia e dell’umorismo, una personale concezione della poesia e della scrittura che detesta gli eccessi dell’eccellenza e della banalità.

Una poetessa schiva che non ama parlare di sé.

Come tutte le poesie, dà il meglio di se, una tranquilla lenta lettura … sorseggiando una tisana … con una rilassante musica di sottofondo …..

Cosa vuoi di più?

 

 

 

E tu sei diverso?

Non so se capita anche a voi ma a volte non avete la sensazione di vivere in un mondo in cui l’essere/apparire tutti uguali, stereotipati sia la cosa più importante ?

E’ come se avessimo paura di farci conoscere per quello che davvero siamo, perché il giudizio degli atri temiamo possa destabilizzarci, perché confonderci nella massa ci fa sentire più protetti … ma da cosa???

Noi italiani siamo il popolo più diffidente di tutti !!! Qualcuno sostiene che le origini di questa diffidenza siano da cercare nella reputazione “dell’italiano medio” famoso per tentare di fregare il prossimo, ma ancora una volta questo pensiero ci fa cadere vittima dei preconcetti che ci hanno inculcato.

Vogliamo parlare dei messaggi pubblicitari?

Del fatto che anche il nostro governo ci vuole tutti sottomessi e penalizza eventuali iniziative professionali e/o imprenditoriali? Ci dice …” no guarda qualsiasi attività/iniziativa tu abbia se vuoi metterti in proprio mi devi pagare un mondo di tasse, farai la fame i primi anni ma se riuscirai a sopravvivere forse ti rimarrà lo stretto indispensabile per riuscire a mangiare tu e la tua famiglia senza troppi extra …. Sai com’è … altrimenti se non te la senti non fare nulla … vai a lavorare, se riesci a trovare un lavoro da dipendente, così sei costretto a seguire le nostre regole … “ Che schifo!!!

Perché il problema non è la mancanza di iniziativa, di voglia di fare, di nuove sperimentazioni o di nuove attività creative o professionali che hanno il desiderio di nascere e crescere, …. NOOOOOOOO il problema, oltre ad un governo che non ti agevola,  è il percepito della gente ….. se non sei già conosciuto o non ti chiami Onassis, fondamentalmente non sei affidabile!!!

Ma come faccio ad essere conosciuto se non mi dai un po’ di fiducia?

Sperimentami!

Mettimi alla prova!

E solo dopo potrai fare una scelta!

We don’t need no thought control       pink_floyd_the_wall_bob_geldof_alan_parker_014_jpg_umcg

dicevano i Pink Floyd in Another Brick in the Wall

Anch’io mi sono sentita coinvolta in questo turbine che purtroppo  la società ci impone. Ho lavorato per più di 20 anni in una nota azienda che opera a livello nazionale finché mi sono sentita stretta e ho aperto gli occhi. Così ho deciso di cambiare, di mettermi alla prova, di sperimentare una nuova attività insieme alla mia amica e socia con la quale stiamo cercando di farci conoscere e soprattutto far conoscere il nostro prodotto.

vif-argent

Ci stiamo provando nel nostro piccolo stiamo creando accessori alternativi e d’impatto … sicuramente di nicchia … ma che fatica !!!

DIAMOCI UNA POSSIBILITA’!

Spetta solo a noi cambiare le cose!

pecore

Noi non smetteremo mai di crederci!