Obbedire? OBEY ci incita a ribellarci.

Chi è Obey? Shepard Fairey è un artista, cresciuto in America, più precisamente in Sud214321704-e27fb792-b50d-46dc-a408-87703864969a Carolina, che ha fin da subito impressionato. Oggi lo ricordiamo soprattutto per il manifesto HOPE, che vede come soggetto principale Barack Obama, che diventerà successivamente manifesto della sua campagna.

La sua iniziativa “André the Giant Has a Posse” viene definita dall’artista stesso come “un obey-andrè-the-giantesperimento di fenomenologia”. L’iniziativa consisteva nel creare adesivi con il volto di André the Giant, libero lottatore.
Cosa l’ha spinto però, insieme ai suoi collaboratori, a scegliere questo particolare volto? La decisione non è stata pensata ma casuale, in quanto ciò che voleva ottenere era un fenomeno mediatico, indipendentemente dal soggetto scelto per far riflettere i cittadini sul proprio rapporto con l’ambiente urbano.

cdd92a4ccda0aaf17f38bd6261bc8842Tutti i lavori dell’artista sono frutto di vicende attuali ed emotivamente coinvolgenti.
Nel momento in cui Trump sale al potere, molte ribellioni e rivolte, soprattutto femminili iniziano ad invadere tutte le città americane più importanti, in quanto le sue espressioni sembrano calpestare la dignità femminile e indurre alla violenza.

tumblr_oknpiqc68w1s9t0yso1_1280Shepard Fairy ha deciso di intervenir a favore del genere femminile, disegnando poster femministi, riproducendo donne ribelli, forti, pronte a lottare per il loro futuro.

Le donne da lui ritratte non sono solo caucasiche, ma di etnie e culture differenti, accompagnate dalle scritte: “PROTECT EACH OTHER“, “ARE Shepard-ProtectEachOther-5550x7400-5691-768x1024GREATER THAN FEAR“, e “DEFEND DIGNITY“.

Obey si è sempre dedicato alla propaganda della parità di genere, e per l’8 Marzo, festa della donna, si è preoccupato di rappresentare e disegnare le icone femministe più interessanti di tutti i tempi.

Eccone alcune:

Sensibili a questo argomento e all’importanza dell’impegno sociale, abbiamo voluto rendere omaggio realizzando un bracciale con uno dei volti di donna di Obey:

 

 

L’internazionalità della Nacre

Che cos’è la Nacre?

3389fac4-550d-4e4a-be95-5e4555d19691Il termine “Nacre” viene utilizzato globalmente per indicare la Madreperla, materiale particolarmente pregiato che deriva dallo strato più interno di conchiglie che ospitano determinati molluschi, come le ostriche.
Viene utilizzata per diversi scopi artistici, che riguardano non solo l’arte ed il disegno ma anche la bigiotteria e la gioielleria.

 

 

 

 

Origine e caratteristiche

La Madreperla è prodotta da molluschi, ma quali? 95d3392b737277422e6368b1e009c519
Quelli principali fanno parte delle famiglie Haliotidae e Pinctada Maxima, ed in base alle loro caratteristiche (geografiche e fisiche) sono in grado di generare un tipo di Nacre che, al posto di essere solamente bianca, presenta iridescenze blu, gialle e verdi.

Uno degli elementi distintivi (e più curiosi) della Madreperla è il fatto che è formata da un raggruppamento di Aragonite disposto su diversi livelli, che costituirà la sua struttura primaria. Sarà proprio la luce prodotta dai vari livelli che donerà al materiale le sue caratteristiche iridescenze.

 

La Madreperla nella Cristalloterapia


71xho3h6J8L._SX466_Secondo la testimonianza dell’antropologo Carlos Castenada, gli Yaqui furono la prima popolazione indiana del Messico ad utilizzare collane ed amuleti di Madreperla (chiamati “hopo’orosim”) per proteggersi dal male e dalle tenebre.
Nella cristalloterapia è indicata per disturbi causati dalla mancanza di calcio, in particolare, per le donna, durante la menopausa ed il parto. Efficiente anche per ristabilire equilibrio emotivo e mentale, la Madreperla serve a calmare attacchi d’isteria e nervosismo.
Questo materiale facilita inoltre il rapporto con se stessi e con gli altri, portando serenità e pace, che derivano rispettivamente dal mare e dal suo colore.

 

Curiosità

Nell’antichità si credeva che la perla fosse una lacrima degli dei;
Il termine “Madreperla” fu coniato proprio dalla regina Elisabetta, nel XVI secolo, che dopo aver visto il prezioso materiale, lo definì con l’espressione “Mother of Pearl” (“Madre della perla”);

Nel 1920, scavi archeologici dimostrarono che anche i Sumeri della Babilonia erano soliti apprezzare la Madreperla, ma si limitavano ad utilizzare questo prezioso materiale come rivestitura di ornamenti in legno.

La Madreperla Neozelandese Pua è incredibilmente brillante e ricca di colori, e proprio per questo viene paragonata all’Opale e definita come “Opale del mare

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Verità, saggezza e sincerità assoluta, il Turchese.

  • Storia e provenienza:

    Il Turchese è stato utilizzato per la prima volta dai popoli precolombiani, dai Sumeri e dagli Egizi, che lo amavano per il suo inconfondibile colore.
    Lo scopo iniziale di questa pietra, lavorata a mano, era di ornare gioielli d’oro, o di fungere da amuleto protettivo.
    Il nome di questa pietra, però, si deve ai Turchi, che, interessati a questa pietra economicamente, la utilizzavano principalmente per gli scambi commerciali.
    Di altissimo pregio erano le pietre turchesi provenienti dalla Persia, ma la loro pregiatezza segna anche la loro rarità e introvabilità, nonché il suo alto prezzo.
    Oggigiorno si trova comunque dell’ottimo materiale sul mercato, grazie ai giacimenti sfruttati in Arizona, Nevada e New Mexico.
    Generalmente, però, questa pietra può derivare anche da Australia, Iran, Afghanistan e Tibet.
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  • Quante sfumature, e tipi, di pietre turchesi esistono?

    Prima di presentare le diverse categorie del turchese è giusto definire la sua turchese 3composizione chimica. Il minerale è un fosfato idrato di rame e alluminio, e questo significa che in base alle reazioni chimiche che avvengono, la pietra può assumere diverse sfumature.
    Il colore più diffuso è il blu, tuttavia esistono anche pietre viola, verdi o bianche, dipende dalla presenza, o assenza, di rame e ferro.
    turchese2Il Turchese Giallo Limone dalla Cina è il Turchese più raro in assoluto, il suo colore ricorda un giallo pallido unito ad una puntina di verde.

Successivamente, abbiamo il Turchese Mojave, che può assumere sia sfumature verdi, che viola intense.

 

  • Significato e Cristalloterapia

    Cos’è la Cristalloterapia? É una pratica di medicina alternativa che consiste nell’utilizzare minerali e pietre per curare disturbi del corpo.
    Il Turchese, secondo gli Egizi, era indispensabile per poter curare la cataratta, e presenta proprietà metafisiche ricollegabili all’ “etere”.
    Secondo la tradizione, la pietra aumenta la forza spirituale, favorendo il dono della parola e della comunicazione; inoltre può aiutare a manifestare capacità chiaroveggenti.
    Si crede che il Turchese sia collegato non solo al chackra della gola, in quanto favorisce la verità e la sincerità di parola, ma anche a quello del cuore, dato che rende più empatici ed inclini a perdonare.
    La pietra Turchese è quella dei nati sotto il Sagittario.

  • Come trattare il Turchese

    Questo minerale è particolarmente fragile, e va trattato con cura affinché non perda il suo colore. La pietra non va lavata, bagnata, spruzzata di profumo o accostata a olii (anche il sudore può danneggiala). turchese 4
    Il materiale che si lavora oggi viene rivestito da una patina trasparente che ha la finalità di proteggerlo dagli agenti esterni, tuttavia con il tempo la pietra cambierà leggermente il suo colore. Questo cambiamento non è dato dalla patina trasparente, ma dal ciclo naturale della pietra, che assumerà sfumature diverse in base alle reazioni chimiche che avvengono.

Il fascino di questa pietra ha colpito anche noi, il turchese sarà prevalente della nostra collezione estiva.collana turchese

 

Vita come liquido rosso che scorre e pulsa nei corpi, il Corallo.

Come si forma il corallo?
Già ci è noto il costante lavoro dei coralli negli Oceani del nostro Pianeta, ma ciò che ci affascina forse di più è sapere come si formano.
I coralli si creano dalla costante secrezione di un piccolo animale, un polipetto bianco, e, grazie ad un sistema di canali gastro-vascolari, si mantengono in comunicazione, vivendo in colonie.
Questo organismo marino, il corallo, si riproduce in due modi: vi è la riproduzione sessuata, che produce individui in grado di originare una nuova colonia, e quella per “gemmazione“, che garantisce il costante accrescimento delle colonie.

Ci sono circa 27 specie di corallo nel mondo, ma solo 5 si prestano alla lavorazione manuale, e questo accresce la sua rarità.
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Che origini ha il corallo?

La storia del corallo ha radici profonde, trovando la sua origine già nella Preistoria, dove, rosso come il sangue, fungeva da amuleto.
Più interessante invece è la leggenda greca che avvolge questa particolare materia preziosa: infatti, secondo la popolazione greca, il corallo si formava dal sangue di Medusa (sì, la donna che ti impietriva con lo sguardo) finito negli Oceani.
Venne poi usato nell’alchimia dagli Arabi, dall’Iran, dall’India e dal Tibet.
Un’ulteriore credenza interessante, del 1700 però, era quella di pensare al corallo come ad un materiale avente vita propria, talmente misterioso da far impazzire anche gli uomini di scienza.

La creazione del Corallo, così come il suo colore, ha sempre interessato l’uomo, tanto che, nel corso dei secoli, a questo materiale particolarmente prezioso sono stati attribuiti dei significati e delle proprietà quasi magiche.
Veniva visto come fecondità della Madre Terra e delle madri degli uomini, come liquido rosso che scorre e pulsa nei corpi, come salute o gioia dei sensi, oppure come gusto e piacere delle cose belle.

Il Corallo nell’Arte

Anche nell’arte il corallo fece il suo debutto molto presto. In Oriente, come abbiamo già menzionato, i cavernicoli della Preistoria e del Neolitico utilizzavano il corallo per creare amuleti, mentre in Oriente l’utilizzo di questo materiale prezioso risale alle origini misteriose di civiltà millenarie.
Nel 1500 però, l’Italia si affermò nel campo della lavorazione del corallo, in quanto 8f3199bb6e10a68d858d39a39241106a--british-museum-sculturefurono i curaddari siciliani a portarlo al suo culmine artistico. Grazie al suo prestarsi a qualsiasi tipo di lavorazione, il corallo, può essere intagliato o lavorato affinché assuma diverse forme: sfere, gocce etc..

Nell’antichità, però,  la tecnica di lavorazione prediletta era l’incisione, tanto che il corallo fu utilizzato come base per molte sculture e busti, come quello di Serapide, oggi conservato al British Museum di Londra.

L’abilità dell’incisore, nel caso del basso ed alto rilievo invece, così come quella dello scultore a tutto tono, consiste nel vincere una sorta di sfida tra il progetto fantasioso da realizzare e la realtà delle dimensioni e della forma del materiale

La Moda ed il Corallo

bleached-coralDopo aver ampiamente discusso sulle origini e le qualità del Corallo, in quanto materiale, è giusto approfondire anche tutto ciò che riguarda il colore.
Il corallo può avere diverse sfumature di bianco, rosso (in tutte le sue tonalità), rosa, grigio-blu, nero ed, infine, blu, un vero caleidoscopio di colori

Quello più comune è ovviamente quello di colore  rosso, tendente forse all’arancio, lo stesso colore suggerito da Pantone, con il numero 16-1546, che porterà una ventata di leggerezza e colore al nostro guardaroba 2019.
È uno dei colori di tendenza di quest’anno, senza dimenticarci dell’arancio Tumeric, o del Fiesta, un accesso rosso-arancio.
Come possiamo esserne certe però?

Armani, Valentino, Gucci, Dolce & Gabbana e molti altri marchi e grandi firme l’hanno. sfoggiato sulle passerelle delle città più alla moda del mondo.
Questo colore ricorda il fuoco, la vivacità, l’esuberanza e la gioia, ed è forse per questo che veniva considerato come  dono dagli antichi,  che riuscirono a centrare pienamente il carattere del corallo senza conoscerne ancora tutte le sue svariate potenzialità.

Orecchini LEGGERI? Sì, grazie!

Noi donne amiamo gli orecchini, ci completano, sono la nostra estensione e sicuramente qualcuna di voi, come me, li ama grandi, pendenti e ben visibili.

Però, a volte, che sofferenza!

Capita a fine giornata di pentirsi amaramente della scelta fatta, i nostri lobi doloranti ne risentono, mettiamo gli amati orecchini nel cassetto e per un po’ non ci capita più di indossarli.

Sai perchè?

il-carattere-felice-della-ragazza-del-fumetto-con-il-cuore-di-amore-negli-occhi-vector-l-39-illustrazione_1273-353Perché è facile  cadere in tentazione!
Entriamo in un negozio, ci innamoriamo di quel paio di meravigliosi orecchini intrigante, che si intona perfettamente con il colore del nostro abito, e di certo non possiamo lasciarli lì in negozio.
A casa però, la storia è un’altra…

Abbiamo forse speso soldi in un prodotto che rischiamo di usare pochissimo?

Ammettiamolo, la leggerezza è importante, soprattutto perché con l’avanzare dell’etàlobi lunghi l’orecchino pesante può causare la rottura o l’allungamento  del lobo, che viene spesso corretto ricorrendo alla chirurgia estetica.

Orecchie da cocker? NO GRAZIE!

Mi sono accorta che usando solo orecchini leggeri contribuivo alla salvaguardia dei miei lobi, aiutata anche dall’ampio range di gioielli che la modernità offre.

Certo, a volte la tentazione è forte, sono d’accordo con voi, però non dobbiamo fermarci alla prima ricerca, dato che ci sono varie tecniche e una varietà di materiali che possono fare proprio al caso nostro.

Orecchini in rame, con resine, con tessuti o con perle, ognuno sceglie secondo il proprio gusto tra migliaia di proposte, senza rinunciare all’eleganza, al proprio stile, e alla qualità.

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Anche nel nostro negozio potrai trovare una vasta gamma di orecchini molto leggeri, colorati e di varie dimensioni.
Cosa apetti dunque? Entra nel nostro shop e lasciati tentar!